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Scopri Seui

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Il paese

Seui è il più importante centro della Barbagia di Seulo: Situato a 800 mt.sul livello del mare, si colloca geograficamente alle pendici del Gennargentu.
Il suo esteso territorio si presenta variegato nelle forme vegetative che lo caratterizzano. Seui si mostra al visitatore nella sua cornice naturale con i connotati tipici di un paese di montagna immerso tra i caratteristici colori di una vegetazione che segna l'alternanza delle stagioni e che ne definisce l'aspetto in modo suggestivo. Il miglior modo per fruire di queste bellezze ambientali e paesaggistiche è quello di percorrere il territorio di Seui a bordo del trenino verde lungo un tragitto che non risparmia emozioni.

In questo scenario naturale si trova la foresta di Montarbu che si estende su una superficie di circa 2700 ha tra i 550 mt. s.l.m. in località Rio Flumendosa e i 1324 mt. s.l.m. in località Monte Margiani Pubusa. Il 70% circa della sua superficie è stata inclusa nella proposta di Parco Naturale del Gennargentu in quanto area di interesse ambientale internazionale per complessità geologica, geomorfologica, vegetazionale-faunistica.

Seui mantiene intatte le forme tradizionali di lavorazione agricola incentrate fondamentalmente sulla produzione per il soddisfacimento del fabbisogno familiare. In questo senso particolarmente apprezzata è la produzione di vini che si differenziano nella qualità a seconda dell'area di coltura dei vitigni. Anche la pastorizia, altra attività predominante dell'economia seuese, conserva le caratteristiche del passato, mantenendo nei suoi aspetti le più remote tecniche di trasformazione del latte. 

La derivazione del nome di Seui è incerta. Secondo alcuni studiosi sarebbe da ascrivere a “Seuli” poichè pare che il paese di Seui sia stato fondato da pastori provenienti dal vicino Seulo. Secondo l'archeologo Giovanni Spano il nome di Seui deriverebbe invece dalla lingua fenicia col significato di “solitudine”.

Le prime attestazioni scritte del paese risalgono al XIV secolo sebbene il suo territorio fosse abitato sin dal III millennio A.C..
Dell'antica storia di Seui si trova testimonianza nel Museo dell'arte e della civiltà contadina ospitato in un'altrettanto interessante palazzina liberty che conserva, anche grazie a donazioni private, intere collezioni di oggetti che consentono di ricostruire le fasi delle tradizionali attività del passato.
In questo contesto sono visibili anche le testimonianze dell'attività mineraria che ha avuto fino al 1963, anno di chiusura definitiva della miniera, una notevole rilevanza nello sviluppo socio-economico del paese.
Nel corso di circa sessant'anni la miniera di antracite ha cambiato il volto di Seui sia dal punto di vista economico che dal punto di vista sociale, consentendone il passaggio da un'economia rurale ad un'economia industriale.
I segni di questa tradizione sono ravvisabili in un'archeologia che ben si conserva e che comprende l'area di “Fundu e’ Corongiu”, ove si svolgeva l'attività estrattiva e la Laveria laddove si provvedeva al lavaggio del carbone prima di essere caricato sui vagoni ferroviari.

Oggi Seui si presenta agli occhi del visitatore come un paese in cui sono chiaramente visibili i tratti di un passato degno di nota. La stessa realtà urbanistica mostra nei suoi elementi, particolari che richiamano la presenza nel passato di figure di spicco. In questo senso è possibile ammirare la già citata palazzina liberty, oggi sede del museo etnografico, e altri edifici dello stesso stile che richiamano un periodo storico in cui erano presenti dei nuclei familiari benestanti. Per contro, degna di rilievo è la semplicità ma nel contempo, armoniosa edilizia generale per lo più concentrata nel centro storico e caratterizzata da elementi ornamentali di fattura locale. Sono ancora visibili i balconcini in ferro battuto, opera dei mastri ferrai seuesi, che conservano nella loro bellezza elementi decorativi che li rendono unici. 

Particolarmente interessante è la visita alla galleria civica, che propone una collezione di dipinti, in parte acquisiti mediante concorsi di pittura organizzati negli anni scorsi dall'attuale amministrazione comunale, e in parte provenienti da donazioni private e la casa Farci laddove sono visitabili le sezioni dedicate allo scrittore e uomo politico Filiberto Farci.
Da annoverare, inoltre, è la presenza dell'antico carcere spagnolo la cui particolarità deriva, oltre che dalla sua antica storia, dal contesto in cui è inserito. Posto nel centro storico del paese si erge in una struttura che nel suo aspetto esteriore ben si confonde con gli edifici circostanti ma che presenta al suo interno ambienti che in parte richiamano la tipologia della casa seuese e che per il resto propongono, nella forma originale, gli spazi propri di luogo di espiazione con annessa cella di tortura (de su pei in tippu).

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