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Festa della Madonna del Carmine

La festa si svolge nella terza settimana di luglio nel monte Arcuerì. Si tratta della manifestazione più sentita dai seuesi i quali partecipano sempre numerosi sia ai festeggiamenti religiosi che a quelli civili.
Occorre svegliarsi all'alba, per seguire la partenza della statua sul vecchio cocchio trainato dai buoi. Per sciogliere appieno  il voto alla Madonna del Carmelo bisogna andare a piedi da Seui ad Arcuerì: tra chilometri di discesa fino a "su ponti mannu" e poi la salita faticosa per cinque chilometri, fino alla chiesetta campestre.

I Festeggiamenti vengono curati dalla Associazione Madonna del Monte Carmelo, dal Parroco di Seui  con il patrocinio del Comune di Seui.

La Storia

Le notizie sulle origini della festività della Beata Vergine del Carmelo di Seui sono contenute in un memoriale scritto da un certo Efisio Luigi Moi, scritto tra il 1920 e il 1940.
Secondo quanto scrive il Moi, le origini della festa sono da ricollegare all'uccisione di un compaesano, Deidda Francesco detto Missoni, durante i festeggiamenti della sagra del Carmelo di Elini che i seuesi erano soliti frequentare. Il grave episodio risale al 16 luglio del 1919 e viste le terribili conseguenze, i seuesi decisero di far propria la festa e di dedicare alla Madonna del Carmine un luogo di culto nl proprio territorio.

Nell'aprile del 1920, il comitato promotore chiese al commissario prefetizio la concessione di un area in località Arcuerì per la costruzione della chiesa campestre. L'iniziativa fu accolta con tanto entusiasmo dell'intera popolazione che partecipò attivamente alla raccolta di fondi. Si raccolsero subito le 1600 lire necessarie e già nel 1920 si procedette alla cerimonia della posa della prima pietra.

Il luogo in cui edificare la chiesetta fu scelto con votazione. Alcuni preferivano che si costruisse in località Anulù, ma a favore di Arcuerì ci furono 273 voti in più. 

Il Sig. Efisio Moi descrive la posa della prima pietra (17 maggio del 1920) nel suo Diario:
"All'angolo destro della parte dell'entrata, porta grande, nelle fondamenta, si deponeva una pietra colossale,alla quale in mezzo vi fu stata scavata in forma di bacinella, in maniera da potervi deporre delle doverse monete ed un ampollina e nell'interno di questa una pergamena con lo scritto seguete:
Anno domini millesimo nongentesimo vigesimo die decima sesta may, in regione arcueri'. almae genitrice dei maria sub titolo de monte carmelo et sancto efisio martiri, plaudente populo seuense templum hac hacrescerunt. Primo Emanuele Virgilio a venosa episcopus oleastrensis. secundo sac iuseppus mancosu ab ecclesis parochus vicarios foraneus delegatus ad benedicendum primarium lapidem"

Il Simulacro arrivò nella Stazione Ferroviaria di Seui nell'Agosto del 1920. Per pagare le spese di trasporto si fece ricorso ad un prestito, mentre con le offerte si coprì il prezzo pattuito di 1.200 lire.

La prima festa venne celebrata il 16 e 17 luglio del 1920, anche se la chiesa ancora non era terminata per mancanza di manodopera. La Madonna e il Sant'efisio vennero trasportati con il carro. Ai festeggiamenti parteciparono tutti i seuesi:  Efisio Moi scrive "Non mancò quai tutto il popolo di Seui a parteciparvi e farvi anche una nottata  a campo aperto, e vi intervennero pure diversi paesani del paese circonvicino Ussassai..."
Secondo quanto si racconta non mancarono ai festeggiamenti i balli e canti tradizionali. La sera del 17 la gente rientrò in paese, ognuno con la propria candela e le donne separate dagli uomini.

Nel 1921 si riuscì a coprire la prima navata della chiesetta. La seconda edizione della festa fu senza dubbio più frequentata. In base a quanto si legge nel memoriale del Moi, vi parteciparono oltre che ussassesi anche arzanesi e osinesi. Comparvero i primi bancarellari: macellai, rivenditori di vino, liquori, bibite, tessuti e dolci. Anche la seconda edizione si concluse con un enorme fiaccolata e sfilata delle Confraternite  e il tutto arricchito da spettacoli pirotecnici.

Tra il 1922 e il 1923, venne costruita "Sa Posada", e si conclusero i lavori nella Chiesa.

Nel 1939 alcuni seuesi di Palermo, decisero d acquistare un cocchio per il trasporto delle statue il quale fu spedito a Seui alla vigilia della festa del '39. Racconta Efisio Luigi Moi che "il cocchio ... arrivò in tempo utile, e possiamo dire che è un capolavoro,  fece bella figura qundo è stato portato ad Aruerì... tutta la popolazione e devoti degli altri paesi ne hanno ammirato l'arte e il decoramento del medesimo".

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